Cammino di Assisi - cammino ufficiale di San Francesco   Città del Cammino

”Vade Francisco et repara domum meam”

Link: Vita e opera di Francesco

Lettera aperta

Lone Peregrina on the Way to Santiago

Buona giornata,
venturi peregrini, ormai codesto pellegrinaggio dopo quello spagnolo è il cammino più conosciuto nel mondo, giacchè si è conformato  meglio nel tempo, mettendo  in risalto una buona logistica, una catena di sentieri che viaggiano in mezzo a vedute incantevoli dell’Appennino Tosco-Umbro-Romagnolo, e che aggiunto alla incommensurabile spiritualità francescana simboleggiata da due emblemi come Francesco ed Antonio ne fanno una esperienza completa sotto ogni punto di vista. Tutto questo senza nulla togliere  al cammino di Santiago che dal punto di vista culturale è l’evento più importante dell’Europa di ieri, di oggi e di domani.
 Pochi mesi fa, il 27 ottobre 2012 ad Assisi per merito del Papa Benedetto XVI si è tenuto un incontro tra i maggiori culti, per celebrare i 25 anni dal primo dialogo inter-religioso coordinato dal suo predecessore Giovanni Paolo II. Si perché Assisi viene riconosciuta da tutte le civiltà, come il Luogo dove ogni pregiudizio cultural-religioso svanisce,  per il valore di quel ineffabile “Spirito di Assisi” che smantella ogni diversità esistenziale, per far emergere la Ardore di quell’Amore Primigenio che Vive in ogni Creatura Creata.

E’ legittimo anche far notare che le Basiliche di San Francesco ad Assisi, sono state elevate a suo tempo a“Basiliche Papali”, e oggi parlare di nuova Evangelizzazione senza coinvolgere l’essenzialità Spirituale Francescana non è più possibile e codesta equiparazione ha creato un corpo unico  con le quattro maggiori Basiliche Romane, dove il Papa agisce da grande liturgo e ciò  esprime una nativa e reciproca consonanza tra la persona ed il carisma di san Francesco con la pastorale del Vescovo di Roma.
A quel tempo Francesco si conformò umilmente all’autorità Papale ed ora, quasi fosse una compensazione, la Chiesa Romana ha intuito, che per esprimere tutta la “Sua Radicalità Evangelica” accetta in totus il messaggio di san Francesco come occasione di grazia, di purificazione e di innovazione.

Ora dopo a queste giuste precisazioni, torniamo al quotidiano, per  evidenziare alcune argomentazioni a coloro che si accingono ad iniziare un cammino di pellegrinaggio ponendoci alcune domande:
1. Talithà kum!!!!... Quale pulsione esistenziale spinge un individuo a partire per un pellegrinaggio?
2. Come viene scelto un pellegrinaggio a piedi; e cosa significa raggiungere Roma, Gerusalemme, Santiago, Lourdes, Fatima, ecc. ecc. ed ora anche Assisi?
3. Sarebbe bene prima di partire perdere un po’ di tempo in riflessione, per scegliere veramente quali panni si vuole indossare. Oggi la perdurante grande affluenza di persone sul cammino di Santiago, sta creando forti difficoltà  nel percepire l’oggettiva differenza …. Tra un pellegrino vero, un escursionista, un turista che decide di fare un’esperienza diversa, un finto pellegrino che a pochi euro vuole fare una vacanza, ed ancora altri viandanti che con motivi diversi si mettono a  camminare …………

Il pellegrino non avanza solo verso un luogo santo perché sedotto da un carisma, ma sente l’esigenza inconscia di camminare anche dentro Se Stesso alla ricerca delle Sue Radici trascendentali, un vero ausilio per Riconoscersi in una  consapevolezza che lo aiuti veramente a decifrare meglio gli eventi della sua vita.
Senza queste prerogative il camminare, diventa  un impegno prettamente fisico, a volte anche   culturale e sicuramente da non disprezzare, ma assai diverso dalla dell'Homo Viator che ha finalità spirituali.

Il  pellegrino ha esigenze minime, una accoglienza dignitosa e morigerata ogni sera, presso una struttura dove il calore umano è messo in primo piano, per usufruire dell’essenziale in piena semplicità e rispettoso verso struttura che lo ospita, e giammai pensare di sentirsi svincolato da un giusto contegno, a fronte del dovuto (minimale) compenso, anche nel caso di possibili fraintendimenti.
Il valore di un pellegrinaggio non è stimato in quantità, ma solo dalla qualità dell’esperienza che il pellegrino saprà valutare nel tempo,  entrando nella Sua Interiorità.
Un cammino affrontato e vissuto nei legittimi modi è un grande regalo che ognuno può fare a se stesso, specialmente in certi momenti esistenziali del proprio Andare.
Queste poche considerazioni, devono indurci a farci perdere la banale superficialità del quotidiano, che ha ormai contaminato la Purezza del Ns. Intimo Sentire, svilendo i significati veri, di ogni trasparente morale cristiana che laica.
Pace e bene
LA COMPAGNIA DEL CAMMINO

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