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”Vade Francisco et repara domum meam”

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Gubbio

Monastero benettino...............................Teatro romano

........Teatro romano

Forse nella Gola del Bottaccione (112 Kb) stanno scritte le cause della scomparsa dei dinosauri avvenuta circa 65 milioni di anni fa, ma già 130.000 anni or sono, la presenza dell'uomo era segnalata nella vallata di Gubbio che dominava, come si teorizza, un magnifico lago: il Lago Iguvino, come lo chiamò Guido Bonarelli.

Gli studiosi ritengono che le ripetute invasioni, da parte degli indoeuropei diedero origine ai diversi popoli italici; tra questi si deve comprendere la civiltà degli umbri, in contrapposizione agli etruschi che abitavano al di là del Tevere, di cui Gubbio era la città sacra. Le sue case ed i suoi palazzi erano arroccati al monte e là prendeva corpo la citta-stato la cui struttura, dal III al I secolo a.C., è indicata nelle tavole eugubine (41 Kb), conservate nel Palazzo dei Consoli (109 Kb), che sono considerate la più importante testimonianza della civiltà umbra. Forse la attuale Via Savelli determinava la linea delle mura, della città-stato di Gubbio, su cui si innestano le porte di Trebulana, Tessenaca e Veia.

Roma dà inizio alla sua espansione cominciando la conquista della penisola: anche Gubbio viene interessata dagli avvenimenti politici e militari che sottintendono a quelle operazioni. Nel 295 a.C. durante la battaglia del Sentino, Gubbio appoggia Roma e ne trae notevoli benefici sino al punto che a Gubbio venne confinato, in custodia, Genzio, re degli Illiri, fatto prigioniero durante le guerre puniche. Il console L.Giulio Cesare, durante la rivolta dei popoli italici contro Roma (90 a.C.), concede la cittadinanza romana alle città rimaste fedeli; Gubbio viene iscritta alla tribù Clustumina. Quando Gubbio diventa Municipio Romano si conclude la sua romanizzazione e di quel periodo, anche se nessuna delle vie consolari la tocca, restano importanti segni, il più evidente dei quali è il magnifico teatro romano (48 Kb). La posizione di questo ci indica chiaramente che la città romana, non avendo nemici da cui difendersi, era scesa dal monte insediandosi nella comoda e produttiva pianura eugubina.

I cosiddetti "barbari" decidono di invadere l'Italia; ad ondate successive , ad iniziare dal V sec. , scendono lungo la penisola. Gubbio subisce la sorte di tante altre città. Eruli, Goti, Longobardi, Bizantini... Nell'VIII sec. prima Liutprando, poi Astolfo ed infine Desiderio occupano Gubbio. La città ritorna sul vecchio sito della città-stato addossandosi al monte Ingino naturale protezione contro i nemici che avanzano dalla vallata a sud di Gubbio. Nella seconda metà dell'XI sec. a Gubbio il potere è nelle mani della borghesia cittadina; il "Comune" è già nato. L'ambizione di Gubbio è quella di espandere il suo territorio e tra il 1090 e il 1150 sottomette molti castelli sino a trovarsi a diretto contatto con il Comune di Perugia; la rivalità tra le due città porterà a molteplici confronti armati.

Nel 1163 l'imperatore Federico I sanziona il riconoscimento giuridico del dominio di Gubbio su tutto il territorio occupato; nel 1191 Enrico IV assolve Gubbio da un atto di ribellione contro l'imperatore e riconferma, ampliandole, le concessioni di Federico I. Gubbio continua così nella sua espansione arrivando sino a Cagli e Certaldo.

Agli inizi del XIII sec. il governo dei consoli (rappresentanti delle classi che avevano partecipato alla lotta per l'affermazione dei nuovi ideali politici) cede il posto al podestà, che rappresenta il Comune e raccoglie nelle sue mani i poteri prima divisi tra i consoli.

È in questo periodo che Gubbio viene costruita, forte e di pietra, con i suoi edifici pubblici e le sue chiese così come oggi la vediamo, ancora intatta e non offesa dal tempo e dagli uomini. Verso la metà del 1200 gli operai e gli artigiani, delusi del governo Comunale, organizzano un proprio Comune accanto a quello del podestà: il "Comune del popolo" che organizza proprie assemblee legislative e nomina proprio capo il "capitano del popolo".

Al potere sale il partito guelfo ed il papa conferma a Gubbio i possessi marchigiani di Pergola, Montesecco e Serra S.Abbondio; il 23 maggio 1300 il partito ghibellino occupa Gubbio ma, rapidamente, le milizie di Orsini e Gabrielli riprendono il potere. Nel 1338 viene approvato il nuovo statuto della città che permette a tutti, sia guelfi che ghibellini, di poter essere eletti anche nelle più alte cariche della magistratura del comune, purché non siano nobili ed abbiano un reddito minimo di lire 20.

Nel 1354 Cantuccio Gabrielli, governatore della città, consegna Gubbio al cardinale Albornoz sottomettendola al governo papale. Trenta anni di scontri interni alternano al potere dittatori, governi popolari, e vescovi; il partito democratico nel 1383 si libera del vescovo Gabriello e annulla gli ordinamenti del tiranno; dopo un solo mese, per ristabilire l'ordine e la difesa della città, viene chiamato Antonio di Montefeltro. L'ordine è stabilito ma Antonio da protettore diviene signore della città: il libero Comune di Gubbio ha cessato di esistere.

I duchi di Urbino governeranno Gubbio per oltre 200 anni; il 28 aprile 1631 muore l'ultimo duca, Francesco Maria, e la città ritorna sotto lo Stato della Chiesa. Gubbio è sfinita ed i cittadini devono lottare per sopravvivere. Nel periodo napoleonico la città viene occupata dalle truppe cisalpine, da quelle francesi; viene unita alla Repubblica romana e poi al regno d'Italia. Nel 1831 Gubbio si solleva contro lo stato pontificio e per 40 giorni instaura un suo governo rivoluzionario; il 14 settembre 1860 le truppe di Cadorna, quando entrano a Gubbio, trovano già issata la bandiera tricolore sulla torre del palazzo dei consoli.

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