Cammino di Assisi - cammino ufficiale di San Francesco   Città del Cammino

”Vade Francisco et repara domum meam”

Link: Vita e opera di Francesco

Lettere dal cammino di Assisi


 

Fin da piccola ho un debole per san Francesco, abbino il suo nome alla parola cammino e "san" Google risponde. Cerco meglio e m'accorgo che uno rila­scia il certificato che da il nome al tragitto: "L’Assisiana" Partenza dal rifugio di Benedetta Bianchi Porro a Dovadola, traguardo ad Assisi, dopo un tosto tragitto di 12 giorni che tocca i nodi della spiritualità più essenziale e una solitudine antica sa di conquista a ogni passo.
PER 4 GIORNI IL SILENZIO È QUASI SOLIDO, LA FATICA ASSORDANTE, MA LA NOTTE  UNA MERAVIGLIA SOLO I PENSIERI FANNO RUMORE E VIENE NATURALE SCARTARLI, PER NON ROMPERE L'ARMONIA
Da bambina mi diceva: "Se devi descrivere Qualcosa dividi una pagina in due e sforzati di trovare tutti i pro e i contro. Il racconto risulterà credibile

I pro:  un silenzio ristoratore, i sentieri solitari con la loro natura incontaminata, la vita semplice, fatta di panni da lavare alle fonti e di frutti dell'orto nel piatto.

Pollice in su anche per i paesini con la gente fuori dall'uscio a veglia e i preti veri, quelli con la porta sempre aperta, la chiesetta "sgarrupata" e una dialettica che ti buca la crosta.

I contro: viaggiare per decine di chilometri senza in­crociare anima viva richiede nervi saldi, specie nei tratti più ripidi e se si cammina da soli.

E comunque, mai come quelli che servono per uscire indenni dalla guerra dei cammini
di San Francesco. Mi spiego meglio: spesso gli itinerari non ufficiali fomentano oscuri business (cartelli che provano a dirottarti verso ospitalità tutt'altro che povere).

La disinforma­zione dolosa corre anche su internet: troppi pellegrini scoprono ad Assisi che solo il tragitto da Dovadola da diritto all'attestato dell'Assisiana e, dopo circa 200 km a piedi, escono a mani vuote dalla portineria della Basilica.

L'ultimo contro? Nonostan­te tutto, il rientro! Al mio rientro, ricevo un mail:
"Una grande fede t'ha fatto tagliare il traguardo. T'incontrai quasi azzoppata da un dolore al piede, ma continuando a camminare mi dicesti: arriverò ad Assisi, dovessi farlo strisciando sui gomiti.
Grazie. Saresti una perfetta hospitaliera. Pensaci.???.... Giordano.".

Reazione a caldo: col cavolo che mi rinchiudo lassù. Passa una settimana e cambio idea. Mi sa che ci rimugino davvero. Magari vado solo a rinfrescare le frecce verdi. Sennò, con 190 chilometri in più, potrei partire dalla Basilica di Sant'Antonio, a Pado­va, venire giù e rifare tutto.

Tanto ora so come funziona: il problema non è andare. Ma rassegnarsi a tornare.

 Arianna Valentino .....

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I nostri seicentomila passi verso Assisi

Dovadola-Assisi, 20 luglio 2014

Camminare, al giorno d'oggi, significa staccare dal resto del mondo.
E così il pellegrinaggio sta assumendo questa forma di distacco non solo di tipo religioso ma anche personale. Una sfida a scoprire noi stessi in questo mondo di sole apparenze.
Così abbiamo deciso di partire.
Attraverso tre regioni, in 12 tappe e tanta, tanta voglia di scoprire di più; su noi e su Lui.
Momenti difficili, tanti. Perchè non si tende mai a scrivere le difficoltà del percorso ma solo i lieti istanti. E invece le difficoltà ci sono, eccome.
Salite interminabili, discese ripide su sentieri accidentati, pioggia, pioggia e ancora pioggia a non finire. Il continuo bisogno di pianificare la giornata per non restare senza cibo, i muscoli indolenziti da cospargere di Voltaren, a volte nervi tesi da tenere a bada per non perdere le verdi frecce del nostro Cammino.
E poi , dopo tutta la fatica, dopo tutto il percorso ti ritrovi a rimpiangere quei momenti.
Momenti in cui eri libero. Da tutto. Momenti in cui ti ritrovi a contemplare i paesaggi, la natura, le opere del Signore.
Come La Verna, dove nonostante le 4 ore di Cammino in salita e ossa madide dall'umidità ti ritrovi stordito dal bosco in cui San Francesco scrisse il “Cantico delle Creature”.
Un bosco fatato, un bosco divino.
E poi il conoscersi di più fra noi, il conoscere gente nuova alla quale dopo poche parole ti senti legato da una vita.
E poi l'arrivo ad Assisi.
Questa cittadina meravigliosa arroccata su una collina. L'arrivo alla basilica papale di San Francesco, dove il nostro percorso giunge alla fine... o forse è solo l'inizio.
Pellegrini, pax et bonum.

Diego e Angela

Bologna 3 giugno 2013

Permettetemi prima di tutti di ringraziare il Papa Francesco, perché e stata la sua scelta a determinare la mia scelta, a fare il Cammino D’Assisi,
Grazie a Cristina Menghini , tramite al sua associazione Camminando sulla via Francigena , mi a dato il modo di conoscere , il Cammino di Assisi,
Grazie a Giordano, che è stato il pioniere DEL Cammino di San Francesco, (Cammino di ASSISI)
Grazie a Don Alfeo, che e la porta del Cammino,
Grazie a quella ragazza che avevo sete e mi ha dato da bere, frazione di Santa Fiora, percorrevo il tratto lungo il Tevere,
Grazie a Don Marco che con la sua giovane età Sacerdotale crede e si adoperano per tenere aperte le porte ai pellegrini,
Grazie all’Ostello Francescano di Assisi, alla sorella che con il suo semplice sorrise Ti spalanca le porte, di Assisi,
Grazie a Tutte quelle mani pietose che continuano a credere in questo cammino, e cono il loro semplice gesto di porre le frecce ci indicano la via.
Grazie all’Hospidaliera che ha aperto le porte ai Pellegrini, nonostante le difficoltà, a Pieve Dé Sadoli,
Grazie  a tutti gli Hospidaleri che continuano con i loro sacrifici a tenere aperte le porte ai Pellegrini.
Grazie a Tutte quelle strutture che credono nel cammino e nei pellegrini, che con la loro generosità, il loro credere nei Pellegrini ha studiato il Menu del Pellegrini. ( OTTIMO )
Parlare dell’esperienza sembrerà retorico, ma credetemi e veramente difficile descrivere in pochi versi le emozioni, le gioie, i dolori, e le disperazioni e il rincorrersi di frammenti di vita vissuta, il rivedere nei momenti più dura, il ma chi me lo a fatto fare.
 Le varie vicende di pellegrini che in contri nei sentieri , i momenti di gioia quando sei nelle prossimità di paesi  e di città, le varie tentazioni che incontri x il cammino ,  la solitudine x le vie .
Grazie a Giordano, che ha dato una svolta alla mia vita da pensionato, che mi ero illuso che ormai la mia vita era leccarmi le ferite del mio lavoro vissuto.
Sono qui adesso a scrivere queste poche frasi e sento già il patire di non essere in cammino.

Salvatore Bonaccorso
Grazie a Tutti con grande stima.

Vicenza 15 Dicembre 2010

Ciao Giordano, innanzitutto un saluto caroloso e un grazie di cuore! Son Christian da Rosà (Vicenza) e finalmente mi son deciso a contattarvi dopo aver goduto dell'esperienza sul nostro Francesco. Mi trovo qui a scrivere dopo quasi tre mesi dal mio cammino ... la routine quotidiana purtroppo ti inghiotte non appena ne ha la possibilità e a me è successo appena rientrato da quel di Assisi. Devo però dire che volutamente ho lasciato un po' lì a maturare i pensieri e le sensazioni che ho portato a casa da quell'esperienza, in modo da parlarne a mente fredda cercando di trasmettere non ciò che ho visto, ma ciò che mi lascia ancora quell'avventura di 12 giorni. Complimenti per il percorso e per il duro e lungo lavoro che c'è sicuramente dietro: già solo segnare i sentieri e controllarli periodicamente è un bell'impegno, mi immagino poi quando subentra tutto il resto, dalla gestione delle iscrizioni e del sito, al coordinamento dei volontari e dei gestori convenzionati. La macchina che avete avviato funziona bene, forse necessita di qualche messa a punto e dovrà essere risistemata qualora il Cammino riesca - cosa che vi auguro sentitamente - a richiamare più pellegrini sulle sue strade, ma devo dire che già com'è a mio parere merita molte lodi. Il percorso è affascinante, mi è piaciuto come avete raccordato sentieri e localtà nell'ottica di creare questa via attraverso i luoghi cari a Francesco o cmq votati al suo culto. Ringrazio attraverso te anche tutti i vari gestori/responsabili di ostelli e strutture messici a disposizione lungo la strada: tutti son stati cordialissimi, riposo e ristoro son sempre stati assicurati alla grande! Nonostante qualche piccolo inconveniente e qualche sistemazione fortunosa direi che non ci si può lamentare: ci sta che qualche sistemazione offra meno confort e possibilità di un'altra! Questo, tra l'altro, permette secondo me di apprezzare ancor di più lo sforzo della gente coinvolta, oltre che assaporare un po' di più l'idea che quella che si sta vivendo è un'esperienza e non solo una vacanza (dobbiamo ammetterlo: chi non si sente in "ferie" su quelle strade e attraverso quei boschi?). I boschi...i sentieri... certo a volte son stati più faticosi e impegnativi del previsto -complice anche un equipaggiamento troppo ricco e risultato per la metà del suo peso anche superfluo (la prossima volta lo gestirò meglio!)- e ammetto che già il terzo giorno ho sviluppato una certa dipendenza dai grafici altimetrici posti sulle vostre schede guida, perchè essere psicologicamente preparati alla salita anche se non la allevia, permette cmq di risparmiarsi qualche arrabbiatura e frustrazione in più! Ma tutto, a fine giornata, trovava la propria ricompensa nel ripensare dove mi avevano portate le fatiche affrontate, i posti che avevo visto, i momenti di preghiera e/o riflesssione che la solitudine mi avevano concesso, le persone che avevo incontrato, la conoscenza in più che mano a mano acquisivo su una figura così carismatica e forte, qual'è quella di S.Francesco, La solitudine l'ho cercata fin dalla partenza, e devo dire che l'ho ben trovata! L'idea di fare il Cammino da solo l'ho cullata fin dall'inizio, quando ancora la mia meta non doveva essere Assisi ma Santiago: infatti l'opportunità e le notizie sul cammino francescano le ho avute documentandomi su quello jacobeo, mano a mano che mi rendevo conto che il tempo e le mie disponibilità non mi avrebbero facilmente permesso di andare in Spagna e affrontare i quasi 800km che portano dai Pirenei a Finisterra. E' stato amore a prima vista: da subito l'ammirazione che ho per la montagna, il desiderio di camminare, la sete di spiritualità, la voglia di solitudine, l'ignoranza verso Assisi e la vita del Santo si sono fuse in un'unica amalgama che si è tradotta nella smania dei preparativi e nell'euforia per preparare quella che poi è stata la mia grande avventura. Niente di trascendentale o trppo straordinario, ma proprio qualcosa di semplice e ordinario che aveva solo bisogno mi ritagliassi un po' di tempo per me e per la mia pulsione interiore. Ho trovato diverse risposte sul cammino a tanti dubbi che avevo dentro di me. Molti nascevano da situazioni in sospeso a causa della frenesia quotidiana: lavoro, affetti, amore, famiglia richiedono gli si dedichi tempo e cuore. Io il cuore l'avevo un po' lasciato raggrinzire finendo con l'accantonarlo e questo mi impediva spesso anche di voler trovare il tempo per dedicarmi a me stesso e agli altri. Ecco: Francesco, il Cammino e Assisi (senza citare tutti i luoghi attraversati, ciascuno col suo contributo) han forse smosso un po' questo cuore pigro dando un nuovo senso al suo battito incontrollabile e prestabilito da quella cosa che si chiama Vita. Da qui, senza dilungarmi sulla mia esperienza personale, il mio consigliare e raccomandare a molti - a chiunque! - questa esperienza, un'avventura che sarà sicuramente diversa dalla mia, ma sono convinto appagherà tutti quelli che vi si immergeranno con entusiasmo e curiosità, ciascuno con diversi stimoli e ragioni (fede, curiosità, voglia di star soli o di fare nuove conoscenze, escursionismo, voglia di ferie ...) tutti alla fin fine saranno validi motivi per sequire quelle frecce verdi e i cartelli blu e gialli che portano verso luoghi di vera Pace. P.s. : Ringraziando il cielo, che mi ha fatto deviare e trovare la voglia di fare una piccola, ma in quel momento di fatica, spaventosa e indesiderabile discesa-salita, ho visitato la piccola S.Damiano aspettando aprisse per l'orario dell visite: ebbene, lì e presso la Porziuncola si respira una cristianità particolare, aliena forse dal mondo. Consiglio a chiunque sia in zona di non farsi mancare una visita a questi due luoghi Sacri e Santi! Un saluto, Christian

Padova, 01/09/2009

Caro amici del cammino, è difficile trascrivere in poche righe l’intensità di un’esperienza di pellegrinaggio. E’ un camminarci dentro, a piccoli passi, attraversi molte emozioni, non sempre piacevoli, difficoltà, momenti in cui molleresti. La decisione stessa di partire, da sola, è stata un momento difficilissimo. Riesci ad intraprendere un cammino “ duro “ ma significativo solo se animato da una forte motivazione e fede. Ho sentito che questo cammino era pensato per me e mi sono affidata completamente a Dio. Il coraggio e la forza provengono da Dio stesso. Ogni giorno è stato unico, diverso dall’altro, ha saputo donarmi una ricchezza che devo ancora riuscire a gustare in me e rispetto la quale ogni fatica perde importanza. Fondamentale è stata l’accoglienza delle persone nei luoghi di rifugio, le ringrazio tutte di cuore, in particolare il sig. Vanni, Cesare e la moglie Nella e i frati dell’eremo di Camaldoli. Ringrazio anche anche Voi che mi avetei dato l’opportunità di realizzare uno dei miei “viaggi santi“ accompagnata dal mio cane. Penso già con entusiasmo al mio prossimo cammino che credo sarà “ Santiago di Compostela “; se hai qualcosa da propormi sarò felice di prenderla in considerazione ( es. Padova /Montepaolo). Per le foto, appena disponibili, te le faccio avere. Ci risentiamo presto buon lavoro e che Dio Vi benedica . Ciao Michela

Ciao Cammino!

A quasi una settimana dal nostro ritorno a casa io e Michele siamo riusciti a metabolizzare e chiarire tutte le nostre impressioni. Siamo felici di questa esperienza, posso dire benissimo che, per quanto mi riguarda, è stata la più bella che mi sia mai capitata. Non solo per il contatto con la natura (ci sono dei paesaggi meravigliosi, credo che la foresta di Camaldoli e Campigna mi resterà nel cuore) ma soprattutto per quel calore umano e quella cordialità gratuita che nella vita di tutti i giorni abbiamo dimenticato. Posso dire con convinzione che in quei dodici giorni abbiamo sentito forte lo sguardo di qualcuno sopra di noi e della sua Provvidenza. Siamo grati a tutti quelli che ci hanno ospitato, quelli che abbiamo incontrato e quelli che ci hanno guidati nello sconforto... MA (perchè c'è sempre un "ma") vorremmo consigliarti solo alcune cose: il rifugio di Dovadola è un po' abbandonato a se stesso, è un peccato, un po' perchè è il "biglietto da visita" degli altri rifugi, un po' perchè sarebbe una struttura bellissima e piena di potenzialità. C'è un problema sulla tappa di Città di castello, qualche metro prima della casa cantoniera qualche buontempone ha fatto delle frecce fasulle con il risultato che si allunga la strada di diversi chilometri (abbiamo scoperto poi che non eravamo i primi). Si dovrebbe consigliare qualche cartina, non so se siamo stati solo noi i furbacchioni a non portarla, ma in certi casi è molto utile... Vedi? Alla fine sono più gli aspetti positivi che quelli negativi, ti auguriamo perciò che questo Cammino abbia sempre più pellegrini, vorremmo che i nostri figli futuri potessero avere la stessa esperienza... Grazie di tutto! Pace e bene, Anna e Michele.

P.S.: Ti abbiamo mandato qualche foto di me, Michele e Carla, la signora di Rovereto che si è aggregata a noi a Dovadola, alla fine abbiamo fatto gruppo!

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